Miseno

A Miseno, estremità del frastagliato territorio dei Campi Flegrei, i Romani sfruttano ad arte la conformazione naturale della zona, che si sviluppa in una doppia baia, una interna ed una esterna, adibendo la prima ai cantieri e al rimessaggio delle navi, l’altra al porto vero e proprio.

Dopo l’allestimento del porto militare di Miseno, viene abbandonato il vecchio Porto Julius, ubicato in corrispondenza dell’odierno lago di Lucrino e del retrostante Lago d’Averno (collegati da un canale navigabile), mentre per il traffico commerciale è potenziato il Porto di Puteolis, che si avvia a diventare il principale porto di Roma.

Gli effettivi in armi a Miseno, a servizio di una flotta di 50 navi, erano circa 10.000, corrispondenti a una legione, acquartierati in una cittadella nei pressi della quale aveva sede la Schola Militum (odierna Miliscola).

A un distaccamento specializzato di marinai della Classis Misenensis era affidato il compito di azionare il velarium del Colosseo (sistema di teloni retrattili che coprivano il grande anfiteatro).

La sede del prefetto della flotta misenate sorgeva sull’odierno isolotto di Punta Pennata, all’epoca collegato alla costa. Nel 79 il prefetto della flotta misenate era Plinio il Vecchio che, secondo il nipote, morì durante l’eruzione del Vesuvio, nel tentativo di portare soccorso alle popolazioni di Ercolano e Pompei.

Gerardo Troncone

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