Grotta della Dragonara

Situata nella parete tufacea a picco sulla spiaggia di Miseno, dal lato volto verso il canale di Procida, è una cisterna tutta scavata nel tufo, con fodera muraria in opera reticolata rivestita di intonaco in cocciopesto. Tre file di tre pilastri, ricavati dal tufo, la suddividono in tre navate coperte da volte a botte alte da 3,50 a 7 m.

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Oggi parzialmente invasa dall’acqua, la cisterna aveva, secondo alcuni studiosi, la funzione di rifornire le navi della flotta; non è escluso però che fosse al servizio della villa i cui cospicui avanzi si riconoscono negli ambienti sulla spiaggia a sud della grotta di Dragonara. In questa zona possedeva una villa, pagata 2.500.000 sesterzi, Lucullo e in tale villa morì Tiberio: essa, come ricorda Fedro (II 5,8), «posta sull’alto del colle dalla mano di Lucullo, guarda da un lato il mare di Sicilia e dall’altro il Tirreno»; un’altra famosa residenza era quella della gens Antonia, poi passata al demanio imperiale.

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Wanda Spiniello

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